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PEDAGGIO A3. MINISTRO MATTEOLI POCO SERIO
Volevo chiedere ai più se ritenete serio l'operato di un ministro, quello ai trasporti, che deve rincorrere e smentire un direttore generale, quello dell'Anas, che annuncia di voler istituire il pedaggio sull'autostrada SA-RC. Mi domando e Vi domando, ma se è vero che il DG Ciucci ha sbagliato, e nn solo per quest'esternazione del tutto personale, perchè il ministro non lo solleva dall'incarico? Perchè questo Signore che sfrutta i fondi pubblici per rifare un'autostrada che sicuramente si sarebbe fatta in più breve tempo se fosse stata ritracciata ex novo in alcuni punti, che dopo 17 anni ancora è incompleta, che è stata fatta con materiali scadenti, che allo stato attuale è già costata più di dieci volte il costo preventivato inizialmente, che ancora in più di 100 km è ad una sola corsia, che ha dato da mangiare grossi bocconi alla ndrangheta, e che..., chi più ne ha più ne metta, ora si permette di chiederci un "pizzo" perchè così i soliti ndranghetisti "dal volto pulito", insomma i soliti "prenditori col colletto bianco", ci mangino sopra!!! Tuttavia IL PEDAGGIO vorremmo che lo si pagasse come nel resto d'Italia, se questo serva primariamente a mantenere efficiente l'autostrada, ma gradualmente però, iniziando dal giorno in cui tale opera offra il servizio a cui è preposta. A tal fine, infatti, giova solo ai turisti ed al commercio visto che per noi residenti in calabria necessita prima di tutto come via di collegamento interno! Ed allora, si proponga inizialmente che tale pedaggio venga pagato dalle suddette categorie esterne ed allorquando verranno costruite ed ampliate quelle vie di comunicazione interne, statali, tangenziali, provinciali, regionali, ecc., anche dai residenti come nel resto d'Italia! Nella speranza che tale missiva venga degnata della giusta attenzione, anticipatamente ringrazio e rivolgo cordiali saluti!
Inserito da: Francesco Pirrone | il 23/01/2011 11.49.59  
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CALABRIA, I QUESITI POLITICI NON CAMBIANO
E’ passato un anno dalla bomba alla procura di Reggio Calabria, ma di fatti in Calabria e città ne sono successi più dei giorni disponibili e delle ore utili. Mesi che hanno preceduto e seguito le ultime elezioni regionali, mesi in cui le strutture dell’Antimafia hanno già lavorato in condizioni da federalismo oppresso, per operazioni verità senza riserve che sono ancora in corso. Un flagoroso rumore di eventi nel silenzio assordante di una politica fatta di uomini e solo qualche donna, “gente eletta” che “fa finta di niente”, loro e spesso i loro partiti. Fatti recenti già obsoleti? Eppure a Siderno mentre il comune non si schiera parte civile per l’omicidio Congiusta, la DdA di Reggio Calabria notifica avvisi di garanzia con l’accusa a vario titolo di voto di scambio, concorso esterno ed associazione mafiosa a cinque politici in aggiunta al Sindaco Figliomeni, perché i Commisso, secondo le indagini, hanno in mano tutto, dall’economia alla politica locale. Si fa finta di niente, garantismo attendista? Eppure a Reggio città, si consumano tragedie, mentre tra colpi di accuse di inciucio, di atti amministrativi illeciti, di dissesti annunciati e risolti, tutto accade in conferenze stampa, dove emerge di più la violenza delle accuse reciproche che non la ragione dei fatti, dove numeri e circolari amministrative sostituiscono la normale politica, per non far comprendere lo stato di degrado civile ed economico in cui versa la città contro l’evidenza etica di una persona soltanto. Un “illecito comodo a molti”, quello di Orsola Fallara, una “verità scomoda per tutti” quella della sua morte, di chi si autopunisce o viene punita e mentre quello stesso sistema che l’ha prima scelta e condivisa implode, non si dimette mai da niente, neanche dal timor di un qualsiasi Dio, pur di autogarantirsi. Eppure il Consiglio Regionale della Calabria, ha già il suo Consigliere Zappalà arrestato; i voti sono stati utili alla sua elezione ed alla sua coalizione. Tanti voti, da cui si prendono le distanze, stando seduti nelle poltrone del Consiglio Reg.le, mentre si procede con il patto scellerato dell’eliminazione dell’incompatibilità per l’elezione negli Enti Territoriali. Uno schiaffo alla speranza di rinnovamento della Calabria, forse anticostituzionale, uno schiaffo bipartisan, che si produce con il patto tra l’arroganza dei vincitori e la resistenza di alcuni vinti, già tipico del familismo mafioso; si fa ancora “finta di niente”, come se la Calabria fosse altro da quello che loro stessi stanno già consumando. Eppure anche le forze dell’Ordine si inquinano, cedendo all’incorruttibilità della loro divisa il capitano S.Spadaro Tracuzzi, ufficiale della Dia, in contatto con il clan Lo Giudice. Si fa finta di niente quando anche questa indagine parla di occultamento di rifiuti radioattivi e pericolosi in Aspromonte, forse è solo l’argomento speculativo che può parlare di sanità e non di salute che interessa ad una certa politica. Eppure nell’Università Mediterranea, comportamenti di illecito amministrativo inquinano la dimensione etica dell’azione dei docenti, con la presenza di soggetti a rischio e attori della ‘ndrangheta, ciò non distingue questa Istituzione dalle altre Istituzioni del territorio. Quale pressione politica, incapace di fare la differenza, può chiederne il conto nell’istruire le giovani generazioni? Così si fa finta di niente perchè da entrambi le parti non si coglie la vera sfida. Eppure esiste la politica della zona grigia dei colletti bianchi, dei professionisti assoldati, degli uomini di malaffare delle istituzioni ed amministrazioni, che si aggiungono alle famiglie di ndrangheta, alle loro strutture che si riorganizzano ogni qualvolta si arresta qualche latitante o si colpisce qualche loro attività imprenditoriale e commerciale. Anche a Reggio Calabria si sequestrano i loro beni, ma non si segnano quelli dei prestanome e non si fa la serrata mai, neanche nelle grandi manifestazioni antindrangheta. Si fa finta sempre di non pagare alcun pizzo e prezzo. I partiti si attrezzano a predisporre sulla scacchiera candidati e alleanze per le prossime amministrative, partendo sempre dalle solite stanze, “oscure” per trasparenza, efficacia e credibilità. Si ha il cattivo gusto e l’irresponsabilità civile di credere, che tutto ciò che è stato fino a ieri nelle nostre confuse sedi di partito, nelle posizioni parlamentari raggiunte per collocamento, nelle amministrazioni, nelle società partecipate, nei consigli di amministrazione degli enti, nelle posizioni di lavoro procurate senza merito, possa ancora produrre il futuro della nostra città e della nostra regione per uscire dal sottosviluppo e garantire la legalità, riciclando la peggiore esperienza della politica in un governo del territorio sotto scacco della ‘ndrangheta. SI fa ancora finta di niente come per le code elettorali presso le case dei boss, nella insipiente partecipazione alle loro feste, nelle ricandidature e riposizionamento dopo qualsiasi indagine. Siamo sicuri che possano “questi politici sordomuti”, già colpevoli davanti alla società civile e che in troppa minima parte dimostrano di essere utile avamposto di gente “per bene”, essere in grado di fare la differenza e portarci fuori dal guado? Cambiare rotta e dirigenti, cercare nella partecipazione e testimonianza civile una politica altra ed alta, credo che sia l’unica condizione di sviluppo e di domani per la Calabria , e ciò parafrasando quanto scrive recentemente Doris Lo Moro: “(…)per sognare un futuro migliore che spazzi via la mia stessa generazione che ha fallito. Tutti, anche chi non ha colpe! (…) Con la speranza di non vergognarmi più del sangue, della violenza, della cattiva politica (…)”
Inserito da: Consuelo - Nava | il 05/01/2011 12.24.58  
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PD E GIOVANI, BINOMIO PERFETTO
Era il 14 ottobre del 2007, quando centinaia di persone, con grande senso di partecipazione, si sono attivate, grazie ad un evento straordinario, per dotare il nostro Paese di una bellissima realtà e di un nuovo progetto politico: il Partito Democratico. Di fatto tutto questo, per il consigliere della 3 Circoscrizione al Comune di Cosenza e membro del Coordinamento Provinciale Grandinetti Alessandro, ha permesso al centrosinistra di realizzare il suo più grande sogno tanto desiderato. Ma perché tanto movimento? Perché la voglia di portare il nuovo, partendo da tradizioni vecchie? Chi è stato l’autore di tutto ciò? E come mai nonostante la sfiducia nella politica era cresciuta la fiducia nel Partito Democratico? Ma oggi il Pd dov’è? Cosa fa? Come si muove sul territorio? Per rispondere a tutte queste domande, occorre andare a ritroso e fare prima brevemente un’analisi della situazione storica del nostro Paese. Occorre poi soffermarsi sul futuro di questo neonato gruppo, e per farlo bisognerà partire dal suo vero core business: i Giovani. Immaginiamo per un attimo cosa sarebbe successo se per operar del fato, alle elezioni primarie per la scelta del segretario nazionale e di un’assemblea costituente, non ci sarebbe stata la risposta della gente comune. Sarebbe stata la fine di un tentativo assai arduo di fondere le culture socialdemocratica, cristiano-democratica, liberale e ambientalista. Ma così per fortuna non è stato, anzi . . . Il Partito Democratico, infatti, non nasce solo dall’incontro freddo dei due principali partiti del centrosinistra, i Democratici di Sinistra e la Margherita, o dei partiti minori quali il Movimento Repubblicani Europei, Italia di Mezzo, Alleanza riformista, Repubblicani Democratici e gruppi regionali, come il Partito Democratico Meridionale e Progetto Sardegna, ma lo fa soprattutto per portare ad un partito unitario capito dalla gente, voluto dalla gente, amato dalla gente. Tra quest’ultimi troviamo senza alcun dubbio i Giovani che con le loro idee nuove e sempre ricche di passione e vit alità, con i loro desideri per un paese che sappia rispondere ancora meglio alle loro aspettative e con i loro sguardi fiduciosi verso il futuro, sono il vero ossigeno a questa proposta e possono rappresentare il tanto atteso motore in grado di far ripartire una macchina troppo spesso ferma ai box: la politica. Secondo una modesta opinione di Alessandro Grandinetti, ad una malattia sempre più pericolosamente contagiosa, quale la disaffezione alla politica ed ai politici, solo i giovani, gli under 30 o 40 saprebbero trovare l’antidoto giusto. Per carità di persone con esperienze ne servono e come, ma per poter parlare di modernizzazione, ai progetti si devono accompagnare prospettive di ricambio delle classi dirigenti altrimenti è fallimento. Occorre dare sicurezza per le nuove generazioni, e soprattutto che si intervenga per ottenere l’obiettivo prefissato e non tanto fermarsi a tavole rotonde o convegni ad hoc. Occorre innovare il sistema e assicurare il ricambio. L’Italia deve liberarsi del suo passato, non per dimenticare, ma per guardare avanti. Però, se la sua classe dirigente appartiene, ha vissuto, si è formata in quel passato, è evidente che il passato peserà più del futuro e che il Paese avrà difficoltà a essere dinamico e competitivo. Alle quote rose dunque si aggiungano le quote verdi e allora si che ci sarà del nuovo nel panorama politico italiano. Oggi più che mai si sente il bisogno di un nuovo welfare europeo, della rottura con i vecchi corporativismi, della piena realizzazione di tutti i diritti civili, di crescita economica, di lotta al precariato esasperato e di un grande partito nazionale capace di mettere al centro l’interesse collettivo come bussola prioritaria della propria azione politica. Riuscirà il PD a rispondere a tutte queste esigenze e a stabilizzarsi sul territorio? Si spera in un “SI” , ma soprattutto si confida che il Partito Democratico possa porsi come laboratorio creativo, centro di discussione partecipativa e di sano dibattito politico, ambiente ottimale in cui esercitare una ritrovata e rinnovata “passione politica giovanile”. Grandinetti Alessandro -Membro del Coordinamento Provinciale del Partito Democratico di Cosenza -Consigliere del Partito Democratico alla Terza Circoscrizione – Comune di Cosenza
Inserito da: alessandro - grandinetti | il 05/01/2011 10.02.53  
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BUON ANNO, CALABRIA
Buon anno a tutti i calabresi, ai dipendenti che da Marzo si vedranno aumentare l’addizionale regionale IRPEF dello 0,30% e dunque ridurre il netto in busta paga per pagare bollette, assicurazioni, pedaggi autostradali che invece crescono e di molto; Buon anno! agli imprenditori, commercianti, artigiani, ridotti al lastrico dalla crisi economica che si aspettavano ben altri provvedimenti a sostegno e che invece dovranno pagare lo 0,15% in più sull’imposta regionale per le attività produttive; Buon anno! alle imprese agricole che hanno atteso invano il fondo di garanzia per l’accesso al credito; Buon anno! alle famiglie calabresi a cui era stato promesso un sostegno al reddito di cui non vi è traccia; Buon anno! agli automobilisti, già ampiamente tartassati, che dovranno sborsare 0,20 centesimi di euro per ogni litro di carburante a favore del bilancio della Regione Calabria e dell’IRBA (Imposta regionale sulla benzina per autotrazione); Buon anno! agli amministratori, ultimo baluardo dello Stato in una terra difficile, che già a fatica si stanno districando in mezzo ai tagli di Berlusconi e di Tremonti, in attesa degli effetti disastrosi del federalismo di Bossi e della Lega, a cui è arrivato in anticipo un grazioso regalo da parte della giunta regionale con un taglio di 44,5 milioni di euro per i Comuni e 36 milioni di euro per le Province; Buon anno! Buon anno, dunque e grazie! Grazie al Governatore Scopelliti, all’assessore al Bilancio Mancini a tutta la Giunta e ai componenti del Consiglio che con il loro voto hanno voluto sostenere questa legge di bilancio. Grazie! Grazie anche per avere eliminato le incompatibilità tra la carica di Consigliere Regionale e quella di Presidente di Provincia, Sindaco o Assessore Comunale, da oggi in poi, in Calabria, unica Regione in Italia, sarà più difficile per le nuove generazioni entrare in politica, partecipare al rinnovamento di una casta che, per volontà dei legislatori calabresi pensa solo ad alimentare se stessa. E dunque, ai destinatari dei doppi e tripli incarichi, anche a loro, buon anno! A tutti i calabresi, un augurio ed un monito: Sbagliare è umano, perseverare sarà diabolico! Antonio Mandato segretario del Circolo PD di Roggiano Gravina “Luigi Guaglianone”
Inserito da: Antonio Mandato | il 31/12/2010 13.14.42  
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PD, DONATO: LETTERA APERTA A MUSI E VILLELLA
ettera aperta ai Dott. Adriano MUSI, Commissario Straordinario del PD CALABRIA. Dott. Bruno VILLELLA, Coordinatore Provinciale PD COSENZA. Nell’incontro svoltosi nell’aula consiliare della Comunità Montana di Castrovillari, in occasione della visita istituzionale del Coordinatore provinciale del PD dott. Bruno VILLELLA, esprimevo le mie perplessità circa il ruolo marginale che, in questi mesi, stanno vivendo, nel Partito, i Cattolici ed i Moderati provenienti dalle loro disciolte aggregazioni politiche. L’osservazione scaturiva dalla constatazione circa le nomine dei Coordinatori regionali, effettuate dal Commissario Adriano MUSI, che ripropone alla guida, seppur provvisoria del Partito in attesa dei Congressi, Uomini e Personaggi dell’ex PCI e dei DS. Mi fu risposto che ci sarebbe stato un riequilibrio di “ culture ”allorquando sarebbero stati istituiti i Coordinamenti provinciali, Organismi di supporto e di collaborazione per i Coordinatori provinciali. Aggiungevo, inoltre, che sarebbe stato necessario un ulteriore sforzo di comprensione e di collaborazione per amalgamare all’interno del Partito le preziose e variegate esperienze politiche e culturali che rappresentano la “ novità” del Partito Democratico, appellandomi al famoso assioma latino “ e pluribus unum” . In questi giorni sono stati resi noti i nominativi dei Componenti del Coordinamento provinciale ed in esso dei Cattolici e dei Moderati neanche l’ombra!! Allora sorge spontanea la riflessione circa una tenace e pervicace linea di tendenza di queste figure monocratiche e non elette, di voler dare una svolta univoca ed unilaterale alla vita del Partito ed alla sua azione politica: riproporre un’egemonia della Sinistra all’interno di una Forza politica che accoglie nel suo seno, anche alla luce dei risultati dell’ultimo Congresso nazionale, esperienze che si richiamano al Popolarismo democratico, al Liberalismo ed al Riformismo moderato, in netta contrapposizione con la natura costitutiva del Partito Democratico stesso. Queste riflessioni non sono frutto di elucubrazioni mentali e personali ma si richiamano alle preoccupazioni che emergono quotidianamente dal continuo dialogo e rapporto con gli iscritti, gli elettori, i simpatizzanti, provenienti da quel Mondo cattolico che si sente sempre più “ residuale” nella vita del Partito ed estraneo alle decisioni importanti. Soprattutto in questi giorni in cui le “ sirene” del terzo Polo fanno sentire, suadenti, le loro lusinghe e moltissimi sono attratti dalla tentazione di partecipare alla nascita di un rinnovato Partito dei Cattolici, nella speranza, mai sopita, di una riedizione della Democrazia Cristiana che tante nostalgie, soprattutto con queste scelte discutibili di una Dirigenza imposta, sta riportando alla luce! Quanta miopia politica in queste scelte, decise ancora una volta con il bilancino dell’appartenenza correntizia, che rischiano di creare enormi problemi ad un Partito in grandi ambasce ed alla vigilia di altre competizioni elettorali, dopo quella disastrosa regionale di cui, ora, questi Dirigenti vogliono far pagare il fio a quella parte politica che aveva espresso il Presidente LOIERO, ritenuto il maggiore responsabile del tracollo ! Dimostrando, da veri Comunisti, una perfetta conoscenza del “ Libretto Rosso” di Mao Tse-tung hanno aspettato sulla riva del fiume che il “ cadavere del nemico passasse ” per consumare la vendetta, politica si capisce! Noi siamo in tanti e, nonostante tutto, riteniamo come nostra la casa del Partito Democratico nella quale non ci sentiamo ospiti: vorrà dire che faremo sentire, come ora, da “ Uomini Liberi e Forti “, la nostra voce, valere le nostre ragioni e conquistarci un ruolo di Dirigenza all’interno, sperando che i Congressi si facciano al più presto. Abbiamo un patrimonio elettorale, a differenza di tanti autoreferenti ed aristocratici della Politica, che è sotto gli occhi di tutti, scaturito da decenni di vita convissuta col Popolo ed i suoi problemi e lo vogliamo mettere al servizio del Partito, di questa nostra Regione e dell’Italia, per sconfiggere questa Destra becera, conservatrice ed autoritaria che sta minando alle basi, facendo qualche proselita al nostro interno, le radici della nostra Democrazia. IL “GIA’ “ COMPONENTE DELLA DIREZIONE PROVINCIALE DEL PD ( Prof. Giovanni DONATO) Castrovillari, lì 5 dicembre 2010
Inserito da: giovanni donato | il 12/12/2010 12.20.00  
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