 |
| RIFORMA UNIVERSITERIA, PENALIZZATO L'ATENEO DI CATANZARO |
| In ogni legislatura,indifferentemente dal colore politico della maggioranza parlamentare che sostiene un esecutivo,si interviene ormai da quasi un decennio nell’introdurre riforme degli ordinamenti universitari,dei criteri di reclutamento dei docenti,sull’organizzazione degli organi che sovrintendono il governo dell’università,sulla modifica degli scaglioni di reddito che di fatto aumentano l’importo da pagare delle tasse universitarie,che rendono un privilegio per pochi la possibilità ad essere istruiti e competenti,rendendo di fatto non più un diritto universale l’accesso ai più alti livelli del sapere - vero elemento di realizzazione di quella auspicata mobilità sociale - che consente anche alle famiglie più bisognose di potersi immaginare un futuro diverso e migliore per i propri figli.
La soppressione all’università degli studi “Magna Graecia” di Catanzaro,del biennio specialistico del corso di laurea di Economia Aziendale e del corso di laurea in Medicina Veterinaria, di fatto vanno nella direzione di una penalizzazione dell’ateneo catanzarese,vero centro propulsore di conoscenza della città capoluogo,nonché elemento integrante e connurbante di tutta la provincia e la regione.
I Giovani Democratici considerano da sempre strategico il ruolo delle università, specie in una terra dove la necessità di favorire ed incentivare la nascita, ma soprattutto l’interazione tra tutti e tre gli atenei calabresi e dei migliori cervelli diventa elemento indispensabile di riscatto e di crescita di un tessuto sociale ancora eccessivamente condizionato e condizionabile.
La precarietà della conoscenza non fa altro che penalizzare una regione dove l’investimento in quelle che sono definite le cosiddette immobilizzazioni immateriali può supplire a carenze storiche che esistono in quelle che sono le immobilizzazioni materiali.
Non ci possiamo permettere l’emorragia di cervelli che anche a causa della chiusura di corsi di laurea sono costretti a lasciare la nostra terra per andare a studiare altrove,rafforzando il tessuto economico di altre regioni a discapito della nostra già sfortunata terra.
Noi Giovani Democratici siamo impegnati nelle università a favorire il rispetto del diritto allo studio, cercando di rispettare criteri di equità e di merito che di fatto vengono ulteriormente mortificati da un ulteriore riforma universitaria che penalizza la ricerca,precarizza i ricercatori universitari,rende una chimera la realizzazione del diritto allo studio per gli studenti.
Felice Caristo - Componente Direzione Provinciale PD Catanzaro
Roberto Iozzi - Segretario Provinciale Giovani Democratici Catanzaro
Luigi Affatati – Resp. Prov. Università Giovani Democratici Catanzaro
Luigi Guglielmelli - Segretario Regionale Giovani Democratici
Antonino Castorina - Esecutivo Nazionale Giovani Democratici
Catanzaro, 6 agosto 2010. |
| Inserito
da: roberto iozzi | il 06/08/2010 21.38.44 |
|
| ::
- - :: |
| REGGIO: SULL'IDEA DI CITTA' DEL PD, CORAGGIO E TRASPARENZA |
| Plaudo con grande sincerità all’idea di “ città per cambiare” proposta dai consiglieri comunali del PD e presentato nella loro conferenza stampa; ho avuto modo di trasferire loro questo pensiero e di confrontarmi direttamente con il capogruppo D. Martino dopo quanto avvenuto. Voglio dire semplicemente e senza mezzi termini i tre motivi che mi sembrano innovatori per la loro urgenza rispetto ad altre proposte e che muovono sulla chiarezza di tutte le sfide e necessità individuate nel programma.
Il primo motivo, di natura politica, mi vede felice per l’unitarietà dell’azione di tutti i consiglieri, che in un momento di passaggio dell’organizzazione del partito, particolarmente importante e delicato, non dimenticano il loro ruolo e mettono a disposizione del partito stesso, la loro esperienza, ciò è significativo di valore e risorse possibili aldilà di ogni avvenimento e non prescinde dalle qualità umane dei singoli.
Il secondo motivo, riguarda il voler nominare le cose come stanno relativamente alla legalità, per cui pare che retate, pubblicazioni sui giornali, chiusura e sequestri di attività commerciali, intercettazioni che coinvolgono ampi settori dell’amministrazione e della politica della città e della sua vita economica, eventi che riguardano il livello di collusione e di illegalità con cui la ‘ndrangheta possiede la nostra città, il suo territorio, il suo sviluppo urbanistico, passino sulla testa di tutti ed un certo modo di vita scorra a prescindere, aldilà delle riflessioni di chi ne fa proprio motivo di aggregazione come per i movimenti.
Il terzo motivo, è tutto nella parola “eguaglianza e sostenibilità”, per cui come detto più volte dal gruppo, il modello proposto in questi anni è un modello insostenibile ed ineguale. La città non ha alcun livello di accessibilità per i disabili, per le persone con difficoltà in nessun servizio di ordinaria assistenza, ha fatto dei servizi sociali un’altra attività “ da gestire a parte”; ha fatto della sua vocazione turistica la vita per 3 mesi l’anno sui lidi del lungomare, condizione in cui se uno di essi chiude per ‘ndrangheta…accanto gli altri propongono ancora musica, in una città che mai s’indigna e mai si ribella! Il modello ha fatto delle sue periferie e di alcuni quartieri la terra di nessuno (arghillà per es. con le sue storie interrotte e con la sua comunità rom chi se lo ricorda più?),,. ha fatto dello sviluppo delle opere pubbliche, livelli di cancellazione della memoria per alcun livello di qualità, piazze che gridano vendetta urbana e cantieri interrotti. L’unico can
tiere che ha il suo corso veloce è quello di cui ci dobbiamo accontentare, il Museo Piacentini ( Lo sarà più?), dimenticando che pur sempre di un’opera “della Cricca” si tratta...di quelle nell’elenco degli scandali italiani recenti sui fondi per l’unità d’Italia. Si è parlato di mobilità in maniera incongrua e tutto pare che passi per “tapis roulant” che come nel caso dell’esistente di via Giudecca, spesso sono divertenti attrezzature che corrono alla stessa accessibilità della strada che hanno sostituito.
Il programma del gruppo del PD è un programma di una città che vuole recuperare la sua qualità nella normalità di una vita collettiva che vuole vedere un futuro per la sua gente. La crisi dell’amministrazione per la verità è stata sempre denunciata dal gruppo del PD in quest’anno in cui, alle domande di trasparenza spesso sono seguiti gli atteggiamenti sordi e qualche volta insulti, ndr. Adesso sembra che il caso Raffa si voglia presentare come una questione di coalizione e di partito, ma per la verità la questione e la crisi è tutta di natura amministrativa e coinvolge certamente i livelli di legalità e giustizia, in cui la città si deve proiettare per non lasciarsi stritolare dalla ‘ndrangheta…che a noi cittadini neanche più un gelato da Cesare ci farebbe “conservare”, senza l’idea che anche lì si stia pagando il sovrappezzo del pizzo, come per molte altre attività di “vetrina” della nostra città.
Occorre il coraggio di cambiare ed i consiglieri comunali del PD lo hanno detto senza mezzi termini, per cui senza mezzi termini condivido ed incoraggio la proposta presentata alla città.
consuelo nava |
| Inserito
da: consuelo - nava | il 04/08/2010 11.38.56 |
|
| ::
- - :: |
| UNA BATTAGLIA DECISIVA: DALLA BONIFICA LAVORO PER I CROTONESI |
|
Faccio appello a tutte le istituzioni, Provincia e Comune in primis, a tutte le forze politiche e sociali, ai sindacati ed alle associazioni imprenditoriali, ai cittadini, perché siano vigili ed attenti su una questione di importanza decisiva per lo sviluppo ed il futuro del nostro territorio: DALLA BONIFICA LAVORO PER CROTONE.
Una battaglia in primo luogo di giustizia, perché nelle fabbriche cittadine generazioni di crotonesi hanno dato la loro vita, lavorando duramente ogni santo giorno, conquistando la loro dignità e la loro libertà, hanno dato la loro vita letteralmente molti ammalandosi a morte nei reparti privi di sicurezza e tutela della salute, poi perché tutta la nostra comunità è costretta oggi a vivere le conseguenze ecologiche ed economiche della fine di quelle fabbriche, ne ha respirato i miasmi letali, vive sulle sue scorie tossiche, è disoccupata e priva di speranza per i giovani,perché sarebbe una beffa inaudita se dal risanamento non ne potessero trarre profitto le vittime, cioè noi che abbiamo scolpito nei nostri codici genetici i caratteri, le tracce indelebili di quei processi produttivi.
Certamente le nostre maestranze e le nostre imprese devono assicurare il massimo dell’affidabilità e della competenza, ma deve essere chiaro che la nostra comunità non può sopportare l’ennesimo scippo.
Dalla bonifica dobbiamo acquisire la capacità di guardare al futuro con più speranza, formando e preparando nei settori ambientali di avanguardia quanti più lavoratori ed imprese possibile. La bonifica sarà un processo complesso che durerà anni, che coinvolgerà non solo lavori strettamente legati al risanamento, ma un immenso indotto di un universo economico in grande espansione e di grande competitività, un grosso pezzo di quella che oggi viene chiamata green economy, la bonifica può essere veramente il volano dello sviluppo sostenibile del nostro territorio. Si possono immaginare filiere produttive che partano dalla ricerca e dall’istruzione per arrivare a prodotti e servizi finiti, nei settori della chimica verde e delle scienze ambientali, alle energie rinnovabili, all’ agricoltura di qualità, al turismo culturale ed ecologico, all’innervatura infrastrutturale fisica e telematica, un ‘intero comprensorio meridionale potrebbe cominciare a sperare, ma, preliminare a tutto è la bat
taglia affinchè maestranze ed imprese locali siano impegnate da subito nei primi atti di bonifica. Non si ricevono buoni segnali. Primi appalti e primi lavori vengono dati ad imprese del nord. Questo non è ammissibile, risulta una vera e propria provocazione.
Siamo alle soglie di un difficile e complesso anniversario dell’unità d’Italia, una data che man mano che si avvicina vede approfondimenti meridionalisti sempre più appassionati e fondati, e se da un lato la Lega nord vuole la secessione , dall’altra il sud è sempre più consapevole di essere stato un luogo di predazione e conquista. Se non si vuole che l’Italia si spacchi in due, bisogna finire lo sfruttamento e la subordinazione obbligata del sud, se non si vuole soffiare sul fuoco di una rivolta meridionale che ha già cittadinanza nelle coscienze di tanti, bisogna invertire la rotta con atti di giustizia subito.
Non è possibile che a noi spettino la disoccupazione, l’inquinamento e le malattie e ad altri vadano lavoro e profitto , è ingiusto e crudele, insopportabile per Crotone ed i crotonesi.
Francesco Zurlo
PD Crotone |
| Inserito
da: francesco-zurlo | il 25/07/2010 18.15.17 |
|
| ::
- - :: |
| IL PARTITO DEMOCRATICO RIPARTE IN CALABRIA |
|
Noi del Pd in Calabria dobbiamo mettere al centro il punto fondante della democrazia italiana e calabrese: la libertà.
Sembrerebbe difficile affrontare le questioni e dunque le proposte del Partito democratico, relativamente alla crescita, al lavoro ed all’equità, se rimane nel popolo calabrese il dubbio che la libertà è perduta, che la democrazia è un eufemismo, che non c’è nulla da fare ed il conseguente rifiuto di partecipare alla vita democratica nel suo complesso.
Le famiglie hanno già perso il potere di acquisto, che comunque fa riferimento a pensioni “dei nonni” ed all’unica ed insicura entrata del cosiddetto “capofamiglia”.
E’ possibile riportare all’attenzione dei disoccupati e dei sottoccupati un piano che individua risorse, che vanno quantificate, presso i comuni, le province e la Regione calabrese. Si aprirebbe così una nuova fase che consente la ripartenza mettendo al centro le infrastrutture.
Con questa “ripartenza” si potranno verificare tante aperture di cantieri, capaci di dare sollievo alla grande, storica, disoccupazione strutturale.
La Calabria potrebbe essere la capofila di una economia verde nella quale trovare risposte per le istanze creative e concrete delle donne.
Certo, uno dei punti molto attenzionati dalla società, anche in Calabria, terra di grande emarginazione, è il taglio dei costi della politica e di ogni contorno vissuti come uno “scialacquamento” del pubblico denaro, mentre si pone la moralizzazione in ogni campo della vita pubblica. Ed inoltre mettere al centro il progetto di libertà che la famiglia chiede significa privilegiare scuole per l’infanzia, asili nido, tempo pieno, sostegno agli anziani con problemi e sostegno motivato e serio agli alunni disabili.
Il turismo, che può essere, se programmato, una grande fonte di sviluppo per la Calabria, dovrà essere accompagnato da un investimento sulla sicurezza e difesa degli operatori che oggi sono taglieggiati dalle ‘ndrine.
La Calabria deve altresì impegnarsi per l’utilizzo dei fondi Fas
Voglio sottolineare che il quadro di riferimento nel quale vive la Calabria non è quello previsto dalla Costituzione, al cui centro è sottolineata la libertà degli esseri umani.
La ‘ndrangheta controlla militarmente il territorio e se davvero si vuole uscire da questa ignobile schiavitù è indispensabile che partiti ed istituzioni, rinnovati, chiedano con forza investimenti nel comparto sicurezza e difesa.
La Calabria può rinascere se il popolo calabrese, guidato da progetti civili e democratici, riscoprirà il gusto per la partecipazione civile ed in questo quadro il Partito democratico dovrà essere capace di mettersi alla testa dell’agognato cambiamento.
Ahinoi in questi ultimi anni abbiamo vissuto solo di intrighi e di lotte intestine finalizzate ad un potere asfittico, negatore di culture, di meritocrazie, destinato ad essere utilizzato da chi, contandosi, determinava le cosiddette “maggioranze”. Ed inoltre le “primarie”, così come sono state realizzate sono state svuotate dal significato di libera discussione e partecipazione, improntando il fare su pacchetti di tesserati che spesso non avevano contezza di ciò che andavano a fare.
Si chiuda questa fase !!!
Al Coordinatore Senatore Musi ho già dato il mio sostegno e la mia solidarietà per il compito che si è assunto, voluto dalla Direzione del Partito.
Come è noto la sconfitta elettorale è il punto da cui ripartire, discutendo, cosa che ancora non si è fatta: i circoli sono pressoché inattivi. Per rivitalizzarli ci vogliono competenza e grande passione politica.
Aprire le finestre, dunque, per far entrare aria nuova, competenze, voglia di fare, onestà, passione e soprattutto ospitare quel disinteresse, che chiede la gente, a chi sceglie di servire “la cosa pubblica”.
La crescita, dunque, l’equità ed il lavoro nel Pd dobbiamo saperli coniugare al disinteresse.
Il Pd sta ripartendo in Calabria, guarda alla società ed al suo popolo parlando di sinistra concretamente.
La sinistra è tale quando sceglie di cambiare le cose.
Reggio Calabria, 19.07.2010
Antonia Lanucara
Presidente della Commissione regionale
Pari Opportunità
Noi del Pd in Calabria dobbiamo mettere al centro il punto fondante della democrazia italiana e calabrese: la libertà.
Sembrerebbe difficile affrontare le questioni e dunque le proposte del Partito democratico, relativamente alla crescita, al lavoro ed all’equità, se rimane nel popolo calabrese il dubbio che la libertà è perduta, che la democrazia è un eufemismo, che non c’è nulla da fare ed il conseguente rifiuto di partecipare alla vita democratica nel suo complesso.
Le famiglie hanno già perso il potere di acquisto, che comunque fa riferimento a pensioni “dei nonni” ed all’unica ed insicura entrata del cosiddetto “capofamiglia”.
E’ possibile riportare all’attenzione dei disoccupati e dei sottoccupati un piano che individua risorse, che vanno quantificate, presso i comuni, le province e la Regione calabrese. Si aprirebbe così una nuova fase che consente la ripartenza mettendo al centro le infrastrutture.
Con questa “ripartenza” si potranno verificare tante aperture di cantieri, capaci di dare sollievo alla grande, storica, disoccupazione strutturale.
La Calabria potrebbe essere la capofila di una economia verde nella quale trovare risposte per le istanze creative e concrete delle donne.
Certo, uno dei punti molto attenzionati dalla società, anche in Calabria, terra di grande emarginazione, è il taglio dei costi della politica e di ogni contorno vissuti come uno “scialacquamento” del pubblico denaro, mentre si pone la moralizzazione in ogni campo della vita pubblica. Ed inoltre mettere al centro il progetto di libertà che la famiglia chiede significa privilegiare scuole per l’infanzia, asili nido, tempo pieno, sostegno agli anziani con problemi e sostegno motivato e serio agli alunni disabili.
Il turismo, che può essere, se programmato, una grande fonte di sviluppo per la Calabria, dovrà essere accompagnato da un investimento sulla sicurezza e difesa degli operatori che oggi sono taglieggiati dalle ‘ndrine.
La Calabria deve altresì impegnarsi per l’utilizzo dei fondi Fas
Voglio sottolineare che il quadro di riferimento nel quale vive la Calabria non è quello previsto dalla Costituzione, al cui centro è sottolineata la libertà degli esseri umani.
La ‘ndrangheta controlla militarmente il territorio e se davvero si vuole uscire da questa ignobile schiavitù è indispensabile che partiti ed istituzioni, rinnovati, chiedano con forza investimenti nel comparto sicurezza e difesa.
La Calabria può rinascere se il popolo calabrese, guidato da progetti civili e democratici, riscoprirà il gusto per la partecipazione civile ed in questo quadro il Partito democratico dovrà essere capace di mettersi alla testa dell’agognato cambiamento.
Ahinoi in questi ultimi anni abbiamo vissuto solo di intrighi e di lotte intestine finalizzate ad un potere asfittico, negatore di culture, di meritocrazie, destinato ad essere utilizzato da chi, contandosi, determinava le cosiddette “maggioranze”. Ed inoltre le “primarie”, così come sono state realizzate sono state svuotate dal significato di libera discussione e partecipazione, improntando il fare su pacchetti di tesserati che spesso non avevano contezza di ciò che andavano a fare.
Si chiuda questa fase !!!
Al Coordinatore Senatore Musi ho già dato il mio sostegno e la mia solidarietà per il compito che si è assunto, voluto dalla Direzione del Partito.
Come è noto la sconfitta elettorale è il punto da cui ripartire, discutendo, cosa che ancora non si è fatta: i circoli sono pressoché inattivi. Per rivitalizzarli ci vogliono competenza e grande passione politica.
Aprire le finestre, dunque, per far entrare aria nuova, competenze, voglia di fare, onestà, passione e soprattutto ospitare quel disinteresse, che chiede la gente, a chi sceglie di servire “la cosa pubblica”.
La crescita, dunque, l’equità ed il lavoro nel Pd dobbiamo saperli coniugare al disinteresse.
Il Pd sta ripartendo in Calabria, guarda alla società ed al suo popolo parlando di sinistra concretamente.
La sinistra è tale quando sceglie di cambiare le cose.
Reggio Calabria, 19.07.2010
Antonia Lanucara,
Presidente della Commissione regionale
Pari Opportunità |
| Inserito
da: antonella lanucara | il 19/07/2010 19.00.24 |
|
| ::
- - :: |
| PARTITO DEMOCRATICO CROTONE: PRENDE AVVIO IL FORUM AMBIENTE |
|
NELL’AMBITO DEL RILANCIO DELL’AZIONE DEL PARTITO DEMOCRATICO PROMOSSA DAL COORDINAMENTO DEL PARTITO, SI E’ SVOLTA MERCOLEDI’ 14 LUGLIO 2010 LA PRIMA RIUNIONE DEL FORUM PD AMBIENTE DI CROTONE. PRESENTI ALLA RIUNIONE, TRA GLI ALTRI, OLTRE AL SOTTOSCRITTO CHE L’HA PRESIEDUTA, IL PROF.SAVERINO SCHIPANI, IL DOTT. FRANCO ROCCA, L’ING. ANTONIO BEVILACQUA, L’ARCH. MANUELA POGGI, IL DOTT. LUIGI MONACO, L’ASSESSORE ALL’AMBIENTE, NONCHE’ VICESINDACO DEL COMUNE DI CROTONE ARTURO CRUGLIANO PANTISANO, BRUNO SAMA’ E TOMMASO SCRENCI . LA RIUNIONE HA AVVIATO LA PRODUZIONE DI POLITICHE ATTIVE DEL PD CROTONESE SU UN TEMA DI STRAORDINARIA ATTUALITA’ PER LA CITTA’ CHE SULLA QUESTIONE AMBIENTALE SI GIOCA TUTTO IL SUO FUTURO. LA RIUNIONE E’ PARTITA DALLA CONSAPEVOLEZZA CHE QUELLO DELL’ECOLOGIA E DELL’AMBIENTE NON E’ SEMPLICEMENTE UN SETTORE DI ATTIVITA’, BENSI’ LA NUOVA VISIONE DEL MONDO NECESSARIA ALL’UMANITA’ PER NON DISTRUGGERE IL PIANETA E CON ESSO LA STESSA ESISTENZA DELLA RAZZA UMANA. UNA VISIONE
DEL MONDO CHE METTE AL CENTRO LA QUALITA’ DELLA VITA E DELLE RELAZIONI ED HA UNA VISIONE ETICA DELL’ECONOMIA. IL PARTITO DEMOCRATICO CHE E’ NATO PER ESSERE IL PIU’ GRANDE PARTITO AMBIENTALISTA D’EUROPA NON PUO’ CHE SPOSARE E PROMUOVERE QUESTA VISiONE DEL MONDO ECOLOGICA E PACIFICA. LA DISCUSSIONE SI E’ CONCENTRATA SU DUE PUNTI FONDAMENTALI CHE RIGUARDANO LA NOSTRA CITTA’: LA BONIFICA INDUSTRIALE E IL PROBLEMA DEI RIFIUTI. PER QUANTO RIGUARDA IL PRIMO PUNTO SI E’ CONVENUTO CHE LA BONIFICA E’ IL PUNTO DI SVOLTA PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE DELLA NOSTRA CITTA’ E BISOGNA ESSERE VIGILI E PROPOSITIVI. PROPRIO IN QUESTI GIORNI SI STA AVVIANDO LA DISCUSSIONE SULLA TRANSAZIONE GLOBALE TRA SYNDIAL E MINISTERO E GLI ENTI LOCALI DOVRANNO A PROPOSITO FORNIRE DELLE OSSERVAZIONI CHE, SEBBENE NON VINCOLANTI, SARA’ COMUNQUE DECISIVO CHE SIANO ELABORATE ATTENTAMENTE E CONTENGANO TUTTE LE RICHIESTE E LE CONSIDERAZIONI PERTINENTI; SI RIPRENDE ANCHE LA SEQUELA DELLE CONFERENZE DEI SERVIZI ED E’ ORMAI TEM
PO CHE PARTA VIGOROSAMENTE LA BONIFICA DELL’AREA.
(FRANCESCO ZURLO
COORDINATORE FORUM AMBIENTE PD CROTONE)
|
| Inserito
da: Francesco Zurlo | il 16/07/2010 13.19.10 |
|
| ::
- - :: |